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ARTÍCULO SOBRE IVÁN DE ALDÉNURI EN PRESTIGIOSA REVISTA EDUCATIVA ITALIANA
Publicada el 23 de Febrero del 2009 - 388 lectura/s

 

LE AVVENTURE DI IVAN DE ALDENURI

Servizio di Roberto Alborghetti

Esclusivo per scuolaokay.it

 

Ivan de Aldenuri. Prendete nota di questo nome. E’ infatti il titolo di una serie di tre romanzi che in Spagna ed in America  stanno ottenendo grande successo. Ivan de Aldenuri - nome e cognome di un ragazzo di dodici anni che si trova al centro di una serie di appassionanti avventure – nei prossimi mesi potrebbe approdare anche nelle librerie italiane e dare vita ad un nuovo fenomeno letterario, come sta avvenendo in Spagna ed in America.

La saga di Ivan è uscita dalla fervida mente e dalla prolifica fantasia di Juan Antonio P. Foncea che un bel giorno, stanco della sua carriera di avvocato specializzato in diritto internazionale, si mette al computer e fa nascere storie straordinarie ed incredibili, appunto quelle di Ivan de Aldenuri.

Ho incontrato Juan Antonio Foncea a Bilbao, Paese Baschi, bellissima e moderna città, sede del famoso ed avveniristico Museo Guggenheim. Volevo verificare gli aspetti di questo nuovo fenomeno letterario, che ha già prodotto in Spagna cinque ristampe del primo volume di Ivan de Aldenuri, che reca per titolo “La foresta dei Taurocs”, cui hanno già fatto seguito le storie successive: “Il patrimonio di Berehor” e “L’assedio de Muihl-Athern”. Incontriamo Juan Antonio nel centro di Bilbao, presso uno degli uffici in cui, fino all’ottobre scorso, esercitava la sua professione di avvocato. “Ora faccio solo lo scrittore”, mi dice, mentre mi mostra i tre volumi in lingua spagnola e l’edizione americana, molto bella e dalla copertina particolarmente riuscita sul piano del design.

Juan Antonio parla italiano molto bene. Come anche l’inglese ed il francese. Mi racconta : “Ho lavorato come legale in Belgio, Francia ed Italia, dove ho vissuto due anni. Risiedo a San Sebastian, a pochi chilometri dal confine con la Francia. L’idea di Ivan de Aldenuri è nata esattamente alle ore 16 del 3 aprile 2002. Ero stanco e “preso” da una questione che non riuscivo a risolvere. Ero nervoso e teso. Così, forse per dimenticare lo stress, ho cominciato a scrivere al computer, senza una ragione e senza un obiettivo preciso. Quel giorno ho iniziato a scrivere la prima pagina di Ivan de Aldenuri… Ho scritto per una buona mezz’ora. Poi ho spento il computer e sono tornato alla mia questione legale, che si è poi risolta. Alcuni giorni dopo, poi mi sono accorto del file con il testo che avevo scritto. Volevo inviarlo al cestino. Ma una voce mi ha bloccato. No, non farlo. L’ho riletto e mi è piaciuto. E così ho continuato la storia, appassionandomi alle vicende che man mano scrivevo”.

A Juan Antonio piacciono molto “Don Chisciotte” di Cervantes  e “Il Signore degli Anelli” di Tolkien. Le situazioni della saga di Ivan fanno riferimento ad un Paese immaginario, sulle rive del mare, dove però i nomi delle località prendono spunto dai luoghi di vita dell’autore e si ispirano all’ambiente dei Paesi Baschi e della Cantabria. Continua Juan Antonio: “Ho impiegato 9 mesi a scrivere il primo libro, che è stato pubblicato da Libroslibres, la casa editrice di Madrid che ha deciso la pubblicazione in tempi rapidissimi: solo dopo una settimana da quando l’avevano ricevuto. La presentazione è avvenuta alla Fiera del Libro, nel Parco del Retiro, a Madrid. E nonostante il volume fosse disponibile da soltanto un’ora - ed io uno sconosciuto - tanta gente ha partecipato all’incontro, attratta solo da un annuncio all’altoparlante. Poi, nei giorni successivi, altri incontri, articoli sui giornali ed in poche settimane il libro era già in ristampa. Me l’hanno subito richiesto in Messico, alla Fiera del libro. Un altro successo.”

Come detto il primo libro è già a 5 edizioni. E continua a vendere  costantemente. Poi sono usciti il secondo ed il terzo, quest’ultimo nelle librerie dallo scorso settembre, sempre con recensioni lusinghiere. Poi, due anni fa, lo sbarco in America, dove il libro è stato accolto con grande attenzione e con giudizi molto positivi. Mi racconta Juan Antonio: “Quello americano, si sa, è un mercato difficile. Però Ivan de Aldenuri sta avendo successo. Sono già stato negli Usa per delle presentazioni, ovunque accolte da tanta gente. Un’esperienza interessante. Là siamo su un altro pianeta. C’è la bandiera americana dappertutto… I giovani lettori sono molto attenti e mi hanno espresso valutazioni che davvero non mi aspettavo. Il testo spagnolo è stato tradotto in inglese da Stephen Caro, di origine spagnola, un attore di teatro con una grande sensibilità, tra l’altro colpito da cecità progressiva… Il suo lavoro è stato eccellente.”

Ma quale è l’idea centrale della saga di Ivan de Aldenuri? Risponde Juan Antonio: “Ricordo quello che disse una scrittrice spagnola:   “In un libro la cosa più importante è l’idea; lo stile ed il modo di scrivere sono invece il vestito indossato dall’idea”. In “Ivan de Aldenuri” ho voluto raccontare la storia di un ragazzo che cerca di scoprire, attraverso vicende avventurose, la sua “missione” nella vita, il senso della sua vita. Ognuno infatti ha una missione da compiere. Ed è proprio nello scoprirla che sta il senso della nostra realizzazione e della nostra maturità di persone. Nel trovare consapevole e portare avanti è il senso della vita e ciò ci realizza e di rende maturi. Penso che il pubblico abbia capito questa idea. Come ha capito altri messaggi che il libro diffonde, come i valori dell’amicizia, della giustizia, del bene che trionfa e del male destinato all’autodistruzione… I lettori hanno avvertito anche quali sono realtà ed aspetti che tengono in profonda considerazione: la natura, la storia, le tradizioni antiche. Ivan de Aldenuri è ambientato in un tempo indefinito, in cui i personaggi si spostano con il cavallo e non usano computer. Non ci sono magie, artifici magici e pozioni. L’unico “potere” è quello che possiede Ivan, il quale un giorno, trovando una moneta, scopre che egli può… Ma non voglio anticipare nulla. Meglio lasciare la suspense.”

Il libro nei prossimi mesi sarà pubblicato anche in Croazia e nei Paesi dell’Est europeo. “Ivan” ha avuto una ottima accoglienza alla Fiera del Libro di Francoforte. Ora, attendiamo la pubblicazione anche in Italia. Ma Juan Antonio P. Foncea non se ne sta con le mani in mano. Sta già lavorando ad un altro progetto editoriale. Ma questa è un’altra storia.    

Roberto Alborghetti


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